PENTAX K

PENTAX K

di Danilo Cecchi

Ben consapevole della strategia pubblicitaria da perseguire l’Asahi Optical fa propria una piccola invenzione della società tedesca KW Pentacon per la chiusura semi automatica del diaframma e la presenta fino dal novembre del 1958 sulla nuova fotocamera Asahi Pentax K come se si trattasse di una novità assoluta. La piccola invenzione consiste in un pistoncino posto sulla parte tergale dell’obiettivo che, se premuto, rilascia una molla che chiude il diaframma al valore selezionato. Per premere il pistoncino la fotocamera Asahi Pentax K, alla stessa stregua delle Pentacon F e delle Praktica FX2 ed FX3, viene equipaggiata con una piastra mobile a forma di arco posta all’interno del bocchettone degli obiettivi che viene spinta in fuori ed è azionata direttamente dal pulsante di scatto. Dispositivi a molla analoghi ma posti all’esterno del bocchettone delle ottiche o direttamente sulla montatura dell’obiettivo erano già stati utilizzati all’epoca da altri costruttori e si erano dimostrati utili e pratici. Il collegamento interno fra il corpo macchina e gli obiettivi semi automatici con innesto a vite si dimostra semplicemente geniale. Il diaframma automatico viene apprezzato solo tiepidamente sulle reflex di Dresda che sono ancora prive dello specchio con il ritorno istantaneo mentre sulle Asahi Pentax K si rivela come un elemento determinante per il successo della piccola industria giapponese. Gli obiettivi semi automatici della Asahi Pentax K, a partire dallo standard 55mm f/1.8, mantengono inalterato l’innesto a vite 42×1 e vengono ribattezzati Auto Takumar. Una piccola leva esterna alla montatura dell’obiettivo permette la riapertura manuale del diaframma al massimo valore ed il caricamento della molla di chiusura. Il meccanismo semi automatico del diaframma viene pubblicizzato come la “memoria incorporata” della Asahi Pentax K e la fotocamera viene equipaggiata con lo stesso otturatore a doppio comando della Asahi Pentax S ma con l’aggiunta del millesimo di secondo. Così equipaggiata l’Asahi Pentax K si appresta a conquistare, dopo gli Stati Uniti, anche la più conservatrice Europa.

L’Asahi Pentax K viene corredata con alcuni obiettivi semi automatici Auto Takumar come il grandangolare 35mm f/3.5, il tele da ritratto 85mm f/1.8 ed i tele 105mm f/2.8 e 135mm f/3.5. Tutti gli obiettivi Takumar e Auto Takumar sono inoltre compatibili con le reflex europee Contax Pentacon, Praktica ed Edixa, e sono tutti del tipo con innesto a vite standardizzato 42×1, l’innesto che sulla bocca di tutti è già diventato il passo Pentacon/Pentax. Fra Dresda e Tokyo si stabilisce una connessione che nessuna delle due parti riconosce ufficialmente ma che diventa tanto più solida quanto più passa il tempo e quanto più cresce il numero degli obiettivi con passo 42×1 disponibili sul mercato. I destini delle industrie fotografiche tedesche e giapponesi si trovano per quasi un ventennio legati con un doppio filo di vite.