ASAHI PENTAX

ASAHI PENTAX

di Danilo Cecchi

Nel numero di dicembre della rivista Popular Photography americana l’Asahi Optical pubblica a tutta pagina una pubblicità in cui si presenta una nuova fotocamera reflex 35mm. Della nuova fotocamera si fa discretamente il nome Asahi Pentax ma non se ne descrivono le caratteristiche e non se ne mostra neppure il frontale, ma il dorso. L’Asahi Optical ha imparato a costruire fotocamere ma soprattutto a venderle. Piuttosto che rischiare come per le Asahiflex di immettere sul mercato una fotocamera priva di un adeguato supporto pubblicitario l’Asahi Optical preferisce questa volta anticipare la campagna pubblicitaria per creare uno stato di attesa ed alimentare una certa curiosità. Quando finalmente l’Asahi Pentax viene presentata nel gennaio del 1958 non delude le aspettative. Si tratta di una reflex 35mm esteticamente molto gradevole, con leva di carica rapida, manettino di ribobinamento, specchio a ritorno istantaneo, mirino pentaprismatico fisso ed innesto a vite 42x1mm per gli obiettivi intercambiabili. Con l’Asahi Pentax l’Asahi Optical raggiunge dal punto di vista tecnico i vertici della migliore produzione tedesca ed europea.

Il confronto più immediato è quello con le Contax reflex, ribattezzate in USA Pentacon, a cui le Asahi Pentax si ispirano nel mirino pentaprismatico, nel diametro dell’innesto a vite 42×1 e perfino nel nome Pentax che sembra quasi la contrazione del binomio PEN-tacon con-TAX. Rispetto alle Pentacon l’Asahi Pentax offre in più le leva di carica rapida, il manettino di ribobinamento rapido e lo specchio a ritorno istantaneo. Dal punto di vista estetico l’Asahi Pentax è più piccola, meglio rifinita e molto più elegante della consorella tedesca. Dal punto di vista commerciale l’Asahi Pentax gode di un vantaggio formidabile. Molte delle reflex 35mm dell’epoca, come le Exakta, le Praktica, le Praktina e le stesse Contax – Pentacon, provengono da paesi di oltre cortina con i quali gli USA mantengono rapporti improntati ad una ostilità latente ma ben presente, mentre le sovietiche Zenit sono quasi assolutamente sconosciute negli USA. Le Rectaflex sono fuori produzione, le Alpa vengono costruite in quantità limitate e dalla Germania federale provengono solo le Contaflex con obiettivo non intercambiabile mentre le Edixa non vengono importate negli USA con regolarità. Dal Giappone arrivano invece le Miranda, con mirino intercambiabile in stile Exakta ma con un corredo ottico ancora troppo limitato. Per le Asahi Pentax il destino si preannuncia favorevole e prevedendo un grande avvenire il numero di serie viene portato a sei cifre a partire da 132500. Il numero di serie indica alla maniera giapponese con la cifra 32 l’anno 1957 e con la cifra 5 il mese di maggio. Questa data corrisponde alla data ufficiale dell’inizio della produzione di serie delle Asahi Pentax. Elegante, semplice, veloce, leggera e competitiva l’Asahi Pentax viene offerta sia in finiture cromate che nere, monta un obiettivo Takumar a preselezione 58mm f/2.2 o f/2 ed offre prestazioni ancora sconosciute nelle reflex tedesche. Ricordando che il ritorno istantaneo dello specchio, in seguito imitato da tutti i costruttori di reflex 35mm, è ancora una prerogativa esclusiva delle Asahi Pentax la fotocamera viene pubblicizzata come la reflex che ha posto fine al black out del mirino liberandolo dall’oscurità segue invariabilmente ogni scatto in tutte le altre reflex della concorrenza. Solo il doppio selettore delle velocità di otturazione derivato da quello delle Asahiflex costituisce un piccolo elemento di disturbo e di ritardo nell’impiego pratico. Nel corso del 1958 il modello originale con le velocità di otturazione da 1/25 a 1/500 e da 1″ a 1/10 viene sostituito dal modello Asahi Pentax S con la scala delle velocità organizzata secondo il nuovo sistema lineare, da 1/30 a 1/500 e da 1″ a 1/15. L’Asahi Pentax S rimane in produzione per un periodo molto breve e già alla Photokina del 1958 viene annunciato il modello destinato a sostituirla, l’Asahi Pentax K.